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Altrove: Su ”Satana”, i media, e la dispersività di oggi.

  • domandeprofonde
  • 4 mar 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Volevo leggere ”Il soprannaturale letterario” di Francesco Orlando. Ma non l’ho fatto. E solo la lettura della quarta di copertina del libro mi ha fatto scaturire una serie di riflessioni. Complice è stata la mia noia, e l’essermi stufato, di stare su internet, accorgendomi che, davvero in ogni campo, compreso il lavoro, si produce di più, quasi sempre di persona. Quindi ho pubblicato su Facebook un mio pensiero che ha generato non pochi problemi. Il pensiero era questo:

La società dei media. Dei mezzi,traducendo dal latino. Cosa dovrebbe fare un mezzo? Condurre a una metà. I media sono la società. Non è la società delle mete, ma dei media. I media sono il fine. Nei media si rimane. Nell’etere incorporeo dei numerosi media: internet, radio, televisione, che simulano una meta, ma non consentono di raggiungerla. Questo è il Satana (da sempre come simbolo della molteplicità) a cui non crede più nessuno, perché non ha le corna, ma è il media incorporeo. Il media può anche liberare, ma vincola.

(un mio pensiero)

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Libri per capire la tematica:

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In breve, per chi se lo sia chiesto, il motivo di questo pensiero è nato poco prima da questa riflessione.

Tesi: Satana sarebbe i media (internet, tv, ecc) a mio parere perché rappresenta il molteplice, l’invisibile, il veloce, l’incorporeo, modernamente nella letteratura il fumo, la tecnica, la ripetizione, la standardizzazione, mentre una volta era un simbolo esterno e non interiore (quello nelle chiese medievali, per intenderci), oggi non si crede più in Satana come entità esistente (cioè non si crede, eccetto i pochi satanisti, che esista davvero).

Svolgimento e motivazione: L’inferno cristiano era sofferenza materiale per i cinque sensi a causa di pene. Quest’inferno moderno è invece il prolungamento tecnico della vita in qualcosa di invisibile. Non in una pena, ma in un’assenza del soddisfacimento dei desideri, quindi un annullamento anche della formulazione e della partenza stessa del desiderio, quindi non si provano pene, ma assenza sia di pene che di gioie. Oggi il posto dell’inferno è quindi la terra o addirittura la mente, già Milton diceva: ”La mente è il suo proprio luogo, e dentro di sé può fare dell’inferno il cielo, e del cielo un inferno”. Satana è l’altro, il Grande altro, dentro di noi, quindi è l’altrove, un luogo esterno, un’estraniazione, o ancor peggio, un non-luogo, come condizione esistenziale in vita, mentre nelle civiltà primitive e medievali era un luogo ultramondano staccato dalla terra. Satana è allora, fuori dal simbolismo, tutto ciò che ti porta altrove, o meglio, altrove dove non vuoi andare, o meglio ancora altrove dove ti puoi disperdere, quindi i media, laddove non avvicinano, ma sviano e disperdono l’informazione sono l’unica allegoria oggi esistente di Satana, l’invisibile media che nel media si perde, e non perviene all’ottenimento di ciò che il ‘media’ (‘mezzo’) naturalmente dovrebbe far giungere. Ecco la nostra società in cui aumentano i servizi e diminuiscono le mete. Ecco la società dei media. La società dei mezzi. Quindi se i mezzi non portano a, la frase si spezza prima di arrivare ad un complemento oggetto, quindi se è la società dei mezzi significa che il fine sono i mezzi (o i mezzi sono i fine), ma il desiderio fine a se stesso non viene mai soddisfatto perché il mezzo non vi ci porta.

 
 
 

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