Bolaño
- domandeprofonde
- 21 apr 2019
- Tempo di lettura: 1 min
”Fu allora che il generale mi fece quella domanda, se sapevo cosa leggeva Allende, se pensavo che Allende fosse un intellettuale… Riviste. Leggeva solo riviste. Sunti di libri. Articoli che i suoi seguaci gli ritagliavano… E cosa pensa che leggesse Frei? Non lo so, signor generale, mormorai già più sicuro. Nulla. Non leggeva nulla. Non una riga, non leggeva nemmeno la Bibbia… Io credo che uno dei fondatori della Democrazia Cristiana potrebbe leggersi almeno la Bibbia, no?, disse il generale. In effetti, mormorai… E Alessandri? Ha mai pensato qualche volta ai libri che leggeva Alessandri? No, signor generale, sussurrai sorridente. Be’, leggeva romanzetti d’amore! Il presidente Alessandri leggeva romanzetti d’amore, roba da matti, che ne dice? Incredibile, signor generale”
Ho fatto un video su questo argomento: https://www.youtube.com/watch?v=kgIWvrxXMQA
Un breve libro sul lato notturno della vita: il nostro protagonista, il giovane, invecchiato, la campagna, la città sono personaggi che dialogano tra di loro sopratutto su libri e letteratura, ma anche vita e malattia, politica e patriottismo o antipatriottismo del Cile.
Bolaño è uno scrittore che parla sopratutto di libri. È uno scrittore labirintico, ma non come Borges, ma dalla parte opposta. I suoi testi sono sì post-moderni e labirintici, ma anche fluviali e contengono una microscopica poesia. Nel senso che i testi sono riga per riga poetici (Bolaño infatti nasce come poeta) e solo dopo si compone una impalcatura più grande: ma la particolarità è che ogni frase potrebbe concludersi ed essere presa come verso di una poesia singola.


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