Come e perché si forma proprio ora una tribù online
- domandeprofonde
- 16 ago 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Si dice che destra e sinistra non esistono più. Siamo in un’epoca post-politica. In cui le ideologie tradizionali non valgono più. Un nuovo Medioevo o una nuova natura se consideriamo internet e il virtuale. L’epoca delle pulsioni. Non pochi hanno paragonato la nostra epoca al Medioevo e Bauman ha introdotto la definizione di società liquida. Se dal piano politico spostiamo la questione al piano naturale non parliamo più di ideologie o di destra e sinistra (la natura è di destra o di sinistra? Si può parlare in filosofia politica in questi termini?). Se però ci troviamo di fronte non solo ad un cambiamento ideologico e politico ma anche ad un cambiamento di specie, forse il secondo è preminente sul primo, rendendo anche superfluo il primo.
Si pongono quindi più domande universali- esistenziali che politiche. Per esempio il concetto di tolleranza sembra fare al caso nostro essendo universale-esistenziale, ma subito tirando in causa e mettendo sul tavolo anche le questioni pratiche e politiche. Se la natura sembra non risparmiare niente a nessuno (homo homini lupus) anche se dona in abbondanza; la società impartisce regole più o meno tolleranti, più o meno inclusive, più o meno garantiste, più o meno tutelanti certi diritti.
Poi abbiamo la natura pulsionale e immateriale dove niente è risparmiato a nessuno e tutto è dato con generosità e abbondanza che noi stessi abbiamo creato, ma che poi si continua a generare da solo, internet e le prime intelligenze artificiali: avendo le stesse caratteristiche pulsionali, né di destra né di sinistra della natura, la definirei natura virtuale, ma più correttamente natura immateriale (perché di virtuale in realtà non c’è niente). Un nuova occasione quindi di creare società e discutere ugualianze e disegualianze, diritti e doveri, rapporti di potere, ecc. Nascono le prime tribù oline: nascono network, community, ecc. Tribù paradossalmente vissute nella ‘detribalizzazione’, materialmente considerata, più completa e assoluta. Ma la detribalizzazione è una forma già embrionale di destra, e la tribalizzazione di sinistra? In questo caso la nostra società è già irrimediabilmente materialmente detribalizzata, ma immaterialmente retribalizzata online. Passando all’ambito psicologico per Scardovelli, la tribù si forma al nostro interno e possiamo essere più o meno connessi a noi stessi. Iniziamo a parlare di ideologie interne a volte più decisive di quelle collettive per arrivare a un solipsismo: è normale nell’epoca della incofutabile e assoluta detribalizzazione materiale. Il grande passaggio sarebbe quindi dalle ideologie esterne a quelle interne e molti artisti e filosofi hanno preparato e capito nel tempo questo processo?, penso solo a Fernando Pessoa, Sartre, Camus, ma quasi ogni scrittore novecentesco a toccato di striscio, in qualche modo, il tema della frammentazione interna. Forse la strada psicologica può essere una soluzione, sì, ma eventualmente, una soluzione di passaggio. Infatti la ritribalizzazione c’è, e avviene online, l’unico vero e rimasto culto religioso di successo del nostro tempo. Che nuova cultura, politica, o civiltà deve nascere da questo? Non lo sappiamo, ma qualcosa di nuovo c’è. Dato che si tratta di una tesi linguistica documenterò (non dimostrerò, perché per postulato la ritrabalizzazione online è innegabile perché è l’unico fenomeno di massa del nostro tempo) le caratteristiche linguistiche di questa ritribalizzazione attraverso un metodo linguistico, con campioni linguistici analizzati tra tutti quelli disponibili online. Si tratta di un cosiddetto nuovo italiano, definito dagli studiosi italiano neostandard o e-taliano. L’italiano online pare si conceda in espressionismi prima unicamente attestati nell’orale (quindi non attestati affatto), che invece trovano spazio in una forma nuova, né scritta, né orale, ma digitata online sui social network, o su altri strumenti di comunicazione (Watsapp) usati con una frequenza talmente alta che potremmo definire la nostra epoca come l’epoca della ‘parola digitata online’. E’ un linguaggio troppo diffuso per essere pronto a passare come linguaggio giovanile (molti gli studi anche in passato a riguardo), ma un linguaggio destinato a rimanere e a trovare sempre nuove soluzioni.


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