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Cosa c’entrano Bob Dylan con Carmelo Bene e Giuseppe di Stefano?

  • domandeprofonde
  • 28 apr 2019
  • Tempo di lettura: 1 min

‘Tutta la storia è storia della fonè’ proclamava Carmelo Bene nelle ‘Opere con l’autografia di un ritratto’. In ‘Sono apparso alla Madonna’ Carmelo Bene cita Giuseppe di Stefano come l’unico tenore italiano ‘depensato’, che per Carmelo Bene, non avrebbe studiato, e scompagina il pentagramma, seguendo la ‘fonè’. Suona familiare questo discorso? Bob Dylan scompaginava negli anni ’60 le regole del bel canto cantando (appositamente) con una voce gracchiante e rauca (esistono rare registrazioni in cui canta invece come quelli del suo tempo alla John Lennon per intendersi). Senza voler stabilire un confronto tra i due, e lasciando ad entrambi i meriti che hanno avuto, Bob Dylan ha creato un nuovo modo di intendere la voce umana registrata. Ora, non è vero che Di Stefano, come dice Carmelo Bene, non avesse studiato (è vero che studiò in modo frammentario in vari momenti della sua vita, quasi per caso), così non è vero che Bob Dylan avesse una voce ‘brutta’. Ma sicuramente queste esperienze superano la portata dei testi e dei messaggi singoli e ci proiettano nella nostra modernità che vediamo tutti i giorni anche su youtube.

Ho fatto anche due video su questo argomento: Giuseppe di Stefano: https://www.youtube.com/watch?v=Skh-tilQlig&feature=youtu.be Bob Dylan: https://www.youtube.com/watch?v=mysHCucxaow&t=1s

 
 
 

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