Dino Buzzati
- domandeprofonde
- 27 lug 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Buongiorno, dopo aver perso parecchio tempo (nel blog scomparso) su Antonio Moresco, passiamo ad un altro scrittore del fantastico italiano, direi tra i più grandi scrittori di racconti in assoluto di genere fantastico in Italia. E’ tuttavia un autore di difficile collocazione, ma grande potenza visiva e drammaturgica. Il cane che vide Dio per esempio è stato sceneggiato dalla tv francese e nasce come un racconto oggi raccolto in La boutique del mistero.
Come dicevo insieme a Calvino, Dino Buzzati fu uno dei più grandi scrittori di racconti fantastici italiani. Una fusione tra Borges e Calvino, in quando ha la leggerezza di Calvino, ma il mistero fitto di Borges, senza perdere la semplicità, e assumerne la complessità, nasce nei pressi di Belluno nel 1904; già nel 1920 inizia ad andare alle Dolomiti, ad amare Dostoevskij e quindi a disegnare e scrivere. Nasce così il romanzo Barnabò delle montagne (’33), poi la raccolta di racconti Il segreto del bosco vecchio (’35) e infine il famoso romanzo Deserto dei Tartari (’39), testo camusiano che ricorda l’atmosfera di Aspettando Godot. Buzzati, come Pasolini collaborò assiduamente con il Corriere della Sera, sia trattando fatti di cronaca che critica d’arte, oppure facendo diventare semplici fatti di cronaca dei racconti fantastici o misteri della Milano nera del tempo.
Barnabò delle montagne è il romanzo che Buzzati scrive a soli ventisette anni e riguarda appunto le montagne, è un romanzo più realistico e calviniano, rappresenta un percorso spirituale di un guardiano montano.
Non ho ancora letto per intero Bernabò delle montagne e desidererei trovare chi possa inviarmelo dalla mia lista Amazon: (➜ Wishlist Amazon: https://www.amazon.it/gp/registry/wishlist/ref=cm_wl_your_lists)
Naturalmente di difficile collocazione, Buzzati ricorda Calvino per l’ambientazione mondana e lo stile piano di Barnabò, ma anche Godot nel Deserto dei Tartari.
Ecco il video:

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