La poesia contemporanea: Giulia Martini, Coppie minime
- domandeprofonde
- 2 giu 2019
- Tempo di lettura: 2 min
Si dice spesso che la poesia contemporanea non goda di buona salute, che addiritturai giovani non leggano. Ecco l’inizio di una smentita.

________________________________________
Ave maria di gratia plena, ferma alla fermata dell’autobus dove aspettiamo e intanto moriemus, biglietto in mano, per somma gloria del controllore che tutto vègge.
C’è qualcosa che non regge nell’avena: ne paghi due, la terza è gratis come lo spirito in nomine patris – ma non è detto che il figlio ci stia. Di grazia piena, ave Maria ________________________________________ ‘Ma tanto la felicità non dura’- magra consolazione, che riponi nel frigo fra la frutta e la verdura. ________________________________________
Il mio commento provvisorio. Contiene molte poesie che riguardano cibo o frigoriferi, e autobus. C’è una lavatrice. Simboli di abbandono. Nelle poesie è nominata spesso ‘Marta’, di cui ‘Un’altra cosa che mi resta: il tuo nome nel mio cognome’. Un’amica o un’amante, fittizia o meno, di cui la poetessa Giulia Marini soffre l’abbandono. Si dice spesso che la poesia contemporanea non goda di buona salute, o che i giovani leggano poco. Proveremo a smentirlo, o a fare accadere (forse) il contrario. Nel complesso è fatta da tre sezioni: Deserto per modo di dire, Coppie minime, Voci correlate, Ma se la rivedessi, che direi? Ci sono molte poesie difficili e molte semplici e alcune che iniziano difficili e poi si chiudono semplici. Come la poesia sui selfie che inizia: ‘Poichè non spero di trovar giammai/ il portrait che mi facesti en plein soleil’ C’è molta riflessione sul linguaggio, neanche poi tanto subliminale. In ogni poesia c’è almeno un termine della linguistica o della grammatica. In ogni poesia c’è almeno un cibo. Coppie minime è un termine della glottologia che la poetessa (e molti di noi) hanno incontrato nei nostri studi di Letteratura contemporanea. . Link articolo e video yuotube in bio
Poiché non spero di trovar giammaiil portrait che mi facesti en plein soleil,con la maglietta a righe bianche e blu,casual ed elegante navy style,
me ne farò rifare un altro uguale –Giulina cara, questo non lo perdi.Ma non sarà mai uguale. Il promontorionon si lungheggia più fino alla costa,
la vista si frange sulla maiuscolacapitale lapidaria GRAND HOTEL,sul frontone del tempio di Delfi.
Non ho di te che questo dissimileparassita nella microsim,che molti in gergo chiamano selfie.
________________________________________
Avresti potuti essere felice? Te lo domandi spesso, mentre mandi i capi bianchi nella lavatrice
Ecco il mio video sull’argomento: https://www.youtube.com/watch?v=kKkUOqcVtPU&feature=youtu.be

Commenti