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Saggio sull’aldiqua

  • domandeprofonde
  • 25 mag 2023
  • Tempo di lettura: 4 min

1 Ci tengo a dire che non rappresento nessuna èlite, neanche culturale. A dirla tutta non rappresento neanche me stesso. Tanto meno quindi una gerarchia di autori consigliati, tratto sia Tarantino che Dante, Nievo, Montale, Enrico Brizzi, mangio nutella e noccioline e non rappresento me stesso, un elite, una gerarchia di autori consigliati o di autori di moda culturale elitaria o popolare, ideologica non fa differenza da influecer, da seguire, ma preferiti dal mio punto di vista. Dovremmo parlare seriamente di Roberto Bolano, ma anche perché no di Peter Pan diretto da Spielberg, un pezzo d’infanzia che se ne vola dove deve o dove vuole veramente oppure di Robin Hood con Kevin Costner. Che poi probabilmente Robin Williams era Peter Pan. È uscito da questo brutto mondo. Ricordiamo che siamo solo bambini sperduti in questa grande isola che non c’è, che non c’è appunto ma possiamo trovare forse il nostro pensiero felice; anche se nessuno ci crede non sono un avvocato che non sa volare, non cerco il successo e se mi chiamano per darmelo forse perderò il telefono tra la neve. O magari, per divagare, potremmo parlare del programma Solletico o delle Cristal ball, ci avete fatto caso, da chi andava Carmelo Bene non certo da Vespa o al Tg, da Costanzo passava a Macao, ad Alba Parietti forse questo ai più non dirà niente sul concetto di alto e basso in cultura. Spesso non ho detto, non sono riuscito a dire quello che volevo dire. Posso spiegare, lo dicevo già alle elementari quando mi trovarono delle dentiere di dracula al gusto di caramella nello zaino. La maestra s’era adirata per questo fatto. Era il giorno di halloween. La mia maestra era di scienze e era molto grassa. Così nasce la mia sfortunata critica, poetica, parodia…. Era laida… Una volta sembrava quasi che il karma non c’era che si saltasse da un problema o da un fiore all’ altro. Non c’era lezione da apprendere, non c’era da scrivere. Non si sapeva che c’era il karma e quindi il karma non c’era, non si pensava di dover imparare una lezione e da imparare non c’era. C’erano sì, i dubbi diversi dagli altri, e già era qualcosa, c’erano i problemi diversi dagli altri ma si saltavano in maniera disomogenea e quindi libera. Paradossi = cioè strade fuori dal sentiero. Possibile che non ci sia un destino, un karma ma ce ne sia uno sbagliato. Lei cammina diversamente, sempre sul filo del paradosso, io non so scrivere. Lasciandoli soli gli altri diventano tristi. Invecchia chi insegue sempre il nuovo… Volgiamo le spalle al passato e violentiamolo, rubiamo al passato… ma soprattutto al futuro e al presente. Il nostro centro è spesso escluso dalla nostra coscienza. Per questo mi annovero come libero ricercatore, perché non mi rifaccio a nessuna scuola ma alla semplice esperienza. Ciò che ricordiamo è escluso dalla nostra coscienza. Rimane ciò che è estromesso: atomi, libri, auto, fogli di giornale e non ciò di cui apparentemente ci siamo occupati. Inezie. Non possiamo non ricordare che: “I tempi imposti dalla società esigono che le persone in grado di correre procedano con lentezza e che, viceversa, chi ha difficoltà ad avanzare velocemente sia costretto a correre. È forse questa la principale causa delle contraddizioni in chi si dibatte la società giapponese. Si sta accumulando l’energia repressa di chi potrebbe correre a lungo senza stancarsi; vale a dire i giovani, che sono invece disprezzati propria a causa della loro età”. Mishima Yukio Questo canale osa gloriarsi del passaggio di almeno una decina tra scrittori e poeti italiani, escluso me naturalmente che tendo all’essere collocato a riposo, sette si questo per certo hanno pubblicato. Le mie felicitazioni post e presenti. La cultura è arrivata a un punto di non ritorno. Mi sono sempre chiesto come potesse essere il vero amore rifiutato. Pensavo ingenuamente che solo il falso amore potesse esserlo. Praticare questo con le donne è un suicidio. Amare la natura. 2 Ho avuto sempre un delirio un ansia di omnicomprensività e pratoverdismo (l’erba del vicino è sempre più verde) e questo magari non c’è bisogno che sia arte, semplicemente un male moderno, che oggi i social peggiorano instancabilmente come se dovessimo sapere tutto e fare parte del villaggio globale e poi magari non ci fermiamo nemmeno a capire cosa vuol significare il nostro fratello cosa vuole che mali e che pregi e punti di forza ha. Tanto tutto si può leggere in una fotografia, non è vero? E allora fotografatevi, continuate anzi a radiografarvi si sa mai che tra mille anni ne caverete qualcosa co ste analisi. Eh così alla fine un altro ciclo si chiude, gli idioti restano idioti e noi restiamo crocefissi. Ma ricordate che un giorno noi non avremo nessun social network saremo uno di fronte all’altro nella nostra fragilità e ci scopriremo fratelli. Noi siamo colpevoli però la nostra innocenza suonava bene anche se non penso di metterla come giustificazione definitiva, forse le condizioni… Siamo troppi e troppi chiedono le stesse cose. Dovremmo piuttosto imparare a starsene ognuno per sé, a dubitare, a rifondare, togliere foto e social e cominciare a pensare concretamente a cosa stiamo mirando, forse molti non vorranno dirlo a cosa mirano, forse non è niente di buono. Non lo sapremo mai. Quando ho detto a una ragazza che era bella disse lo so, per questo capii che non lo era.

 
 
 

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