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Scriptablog e beatareaders: un racconto che ironizza sul razzismo vi fa storcere il naso?

  • domandeprofonde
  • 2 ago 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Buongiorno ragazzi! Come state? Vi do una notizia! Un mio recente racconto è stato tacciato di razzismo dai Betareaders di Scriptablog (https://www.scriptablog.com), cioè i lettori paritari che valutano uno scritto che io ho deciso di inviargli.

Io mi voglio difendere e in particolare mi difendo nel modo seguente:

D’accordo d’accordo, voi dite allora che non ho scritto un buon racconto, semplicemente, solo per questo lo accusate di razzismo! Può essere che non abbiamo scritto un racconto abbastanza bello da giustificare un’ironia che a voi fa storcere il naso. Non so magari, anche voi vi ci riconoscete, perché siete stati razzisti qualche volta. Può darsi che qualcosa che dice molto a una data sensibilità dica ben poco a un’altra! Quindi a che serve scrivere? A radunare consensi? Non credo, scrivere può essere un aiuto per i cercatori, non per giudicare uno scritto. Abbiamo dentro di tutto, magari qualcuno non ha una vita interiore. Abbiamo dentro una serie di schifezze e alcuni vedendole fuori prorompono: che schifo. Ecco: siete voi. Siamo noi. Mi piace l’ironia, il razzismo, e l’ironia sul razzismo. Si scrive solo per pensare di aver un punto fermo, per dividere la vita in piccoli obbiettivi. Un racconto inviato per esempio. E il mio precedente racconto inviato ha elementi razzisti, secondo qualcuno, ora, sono io razzista? Può darsi. Penso che, scandagliando, tutti un po’ siamo diffidenti verso chi è diverso, se non altro per una timidezza, paura di non conoscere i costumi di qualcuno che viene da lontano e si teme di offendere o di non essere capiti. Mi sembra normale. Mentre il termine razzismo, normalmente, lo associate subito mentalmente con altri termini come “camere a gas”, “Hitler”, “campi di concentramento”. Più negate questo, più questo ritorna fuori: la storia dell’umanità e delle singole anime, lo insegnano. Io ho fantasia. Non sono antropologo, non sono abbastanza scientifico, e magari qualche antropologo mi direbbe che scientificamente il mio approccio non ha veridicità perché il diverso si può conoscere: non lo nego! E si può conoscere anche con l’ironia sul razzismo, come ho fatto nel mio racconto!

E allora è per questo che mi fate la morale. Il mio racconto non è abbastanza bello per stare al di sopra della morale. Chi si sognerebbe di dire che i grandi autori – che hanno inserito molti particolari razzisti nei loro libri – sono scritti male, o non andrebbero più letti?

Metterei anche il racconto qui da scaricare e leggere pubblicamente ma al momento non me lo voglio “bruciare” per successivi concorsi.

 
 
 

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