Un nuovo modo di intendere Leopardi e Foscolo (Asor Rosa)
- domandeprofonde
- 14 mag 2019
- Tempo di lettura: 1 min
Un po’ di revisionismo non fa mai male. Un’opera in tre volumi scritta da Asor Rosa ci aiuta ad amalgamare la storia della cultura con la storiografia e queste con la letteratura italiana ed europea. Un’opera completa che ci permette anche di rileggere alcuni autori e i rapporti che intercorrevano con i loro contemporanei, lo spirito del loro tempo, del loro popolo ed europeo.

In particolare Asor Rosa mette in luce che il pensiero filosofico di Leopardi non è tradizionalmente la teoria dell’ ‘imitazione della natura’ e la ‘teoria del piacere’ come ci hanno insegnato a scuola. L’imitazione della natura non è un’imitazione allo stesso modo di come gli antichi imitavano la natura (Lucrezio, Orazio), cosa che invece Madame de Stael rimproverava a Foscolo, dai temi sepolcrali e dalla forma imitata dalla classicità. In quel periodo (come del resto anche adesso) l’Italia è sempre un po’ indietro: mentre l’Europa parlava di Strum und Drang noi eravamo ancora classicisti. Lo siamo sempre stati identificati all’estero. Ma Madame de Stael amava l’Italia. Leopardi non è più un imitatore della natura nel senso oraziano o lucreziano, ma in realtà emerge dai Canti essere un imitatore della natura come parte di se stesso: l’Io romantico esiste già con Leopardi, perché la natura è dentro di sè ed è quella che interessa Leopardi, non quella dei canoni antichi (che pure amava): questo emerge chiaramente nello Zibaldone e Asor Rosa ce lo mette in luce.
Ecco il video che ho fatto in proposito: https://youtu.be/L36FWIOmTJA

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