Che farsene di un titolo
- domandeprofonde
- 5 ago 2023
- Tempo di lettura: 1 min
Del resto non faccio una piega, quando mai ne ho fatta una quando lei mi invita. Sembra una principessa con gli occhiali scuri e le bambole di pezza, il rossetto e il pigiama mentre guarda verso l’alto, spaurita, non sa poi di che. Come l’avessero orbata di quel punto cieco dell’anima il suo volto è ornato di cornucopie.
La solitudine dei diversi è buona, alcuni con la testa pesante sembrano gridare alla luna o guardar le stelle con un inconfessabile dolore antico. Altri vorrebbero solo sprofondare la grossa testa infelice su un cuscino con una goccia di miele. Gli occhi espressivi pure non sanno, hanno dimenticato la natura del loro dolore e del loro interrogarsi.
Costoro sono i Mr Hide del mondo, la coscienza nascosta di un immenso Dr Jekill perduto, che non si vuol fare più vedere, ha cambiato domicilio, è senza fissa dimora.
Il loro mondo non tiene conto delle età del tempo, ma si resetta ogni giorno come un incontro di boxe e scherma o di teatro è nuovo, ogni nuovo giorno che passa.
Soffrono come noi l’atavico dolore della dimenticanza delle origini.
Mi sentivo come quei tali che preferiscono ad una infinita sicurezza di sequenziati pasti insipido uno unico speziato e piccante.
Verrebbe voglia di parlare ad alta voce, di spezzare l’incantesimo, ma lei è troppo fredda e distante, ormai non parla, è congelata, per sempre donna e per sempre bambina.
Cambiano le passioni, a volte si diventa persino irriconoscibili. Già le passioni non sono proprio costanti e non andrebbero chiamate passioni.
Commenti