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Cosa rimarrà di ciò che ho scritto?

  • domandeprofonde
  • 9 ago 2023
  • Tempo di lettura: 1 min

Di tutto ciò che ho scritto rimarrà si e no una riga. È ora da capo. Due righe, due rughe.. tartaruga ch’io mi sono.

Perché io a 12 anni ascoltavo Edward Grieg e Sergiej Prokofiev?

Quando ti dicono particolare almeno guicciardianamente dovrebbe essere un insulto.

Perché quando si è capito non si è capito una volta per tutte …?

Nella letteratura americana non si respira la camicia di cemento del moralismo italiano.

Forse bisognerebbe considerare l’idea che per quanto strano, per quanto assurdo ognuno in base a ciò che ha fatto o subito in questa vita o nelle precedenti è come è: quindi impossibile basta voler giudicare, disquisire, cambiare … solo il tempo quello sì cambia, le intenzioni, il lavorìo

Quando notate sonante puzza di bruciato è ora di alzarsi, di catalizzare altre parole, di farsi i cazzi propri. A me più che il riscaldamento globale mi sembra l’era glaciale. Ma tutti la pensano diversamente: siamo nel periodo della fine, ma della morale; della apocalissi, ma della televisione; della perversione, ma della morale.

Le milioni di contraddizioni della nostra epoca. È ovvio che noi non vogliamo essere qui, noi non siamo qui.I am not here, diceva Dylan.

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