Diario di un dolore.
- domandeprofonde
- 26 lug 2023
- Tempo di lettura: 2 min
L’estate è sempre stata per me il periodo dell’abbandono e dell’insonnia… e delle zanzare si può comunque sostituire la parola estate alla parola vita.
Certe persone non ritornano. Certe cose non tornano, certe situazioni… Certe vite non vivono, alcune vite non vivono. Meno male? Nulla può più essere come prima. Non lo è stato mai. Siamo in quello che ci manca. Avevamo troppa paura di stare accanto a certe persone, perché? Per paura di essere troppo felici, oppure per paura di morire, ed ecco siamo morti. Forse non dovevamo seguire i consigli dei saggi e degli adulti quella volta. Ma quell’altra volta dovevamo ascoltare i consigli saggi dei saggi. Ogni volta che non dovevamo ascoltarli avremmo dovuto, e ogni volta che li abbiamoa ascoltati non avremmo dovuto. Questo perché i primi erano falsi, i secondi no. Ma ormai è oblio. Occasioni mancate. Da rifare, da rivedere, da essere. Siamo in quello che manca, da per sempre. Clive Lewis parla di Dio. Ma per il momento che era, per quelli che eravamo quando ci siamo incontrati, per quello che io ero quando ci siamo incontrati meglio non essere più quelli di prima e quindi non incontrarsi più non ritornare. A meno che il ritorno non sia il mero fantasma del ricordo, oppure l’incontro con altre persone, anche se certe persone sono irripetibili. Poi si pensa che a quella persona possano andare male o bene le cose, ma è il lutto, la nostalgia che in realtà si prova da sempre per tutti, in primis per la madre, è forse io lutto di esser nati.
Lutto per qualcosa che non è mai avvenuto. Non ho mai avuto il coraggio di avere un confronto, sono sempre stato un rinunciatario…
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