Il senso di una sfida
- domandeprofonde
- 22 set 2023
- Tempo di lettura: 2 min
Il senso di sfida. Le persone mi sembravano esistere meno dei personaggi letterari o forse avrei voluto che esistessero di più loro di chi avevo intorno. Se si scrive su carta o su digitale che cambia, su cinema, su teatro, persino su.. carta igienica. Sinché si è giovani ci si può anche non accorgere di essere ipnotizzati dal parlottare di opinioni, informazioni, filosofie ed ulcere del pensiero. Così, come dannati dalla precocità, destinati all’esordio precoce e tardivo a un tempo, a un mondo, ci aggiriamo tra personaggi di un libro del mondo sconosciuto verso i profumi di un oriente da supermercato. Quanto è facile allora perdere o prendere la ricchezza trasversale della vita. Per esempio in che ordine si presentino in fatto della vita mentre sfuggono dalla mente. La facoltà di prendere di credere falsi i consigli giusti e vero quello sbagliati. La possibilità di sapere di rimanere pessimsiti e depressi per scelta. Cronaca di un’ epoca destruente a fior di labbra e gli altro chiedono come noi di essere ammirati e lodati. A me pare che spesso gli psicologi si appoggiano a certi comportamenti/ fenomeni (tutte definizioni elaborate da letture perlomeno non perfette di miti greci e latini) e da lì cominciamo a parlare. Iniziamo a dire esiste il narcisismo, ma non la realtà. Così è un calderone di propaganda, perbenismo. Non ho la verità… ma mi sembra che molti psicologi oggi siano dei motivatori, dei favoritori di peristalsi intestinale che se gli fai un contraddittorio in risposta di dicono, un giorno imparerà anche ad accettare che le cose possono non essere logiche e vanno avanti col loro stesso discorso, cosi com’è era iniziato, fino allo sfinimento. Non potrà mai allora collimare il senso che si sente con le parole degli altri incomunicabili e indicibili da sé, non corrisponde quel contenuto alle parole altrui per un percezione fenomenica, una cieca visione che non coglie il pensiero altrui ma stravede d’estetica. Avere una facoltà di giudizio non è giudicare ma avere giudizio. Allora la psicologia a volte i tabù li crea. Un attimo di requiem. In mezzo a degli idioti l’egoismo sembra perlopiù una virtù.
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