Interviste impossibili e biografie immaginarie – Giorgio Manganelli e Carmelo Bene
- domandeprofonde
- 17 feb 2024
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Le “Interviste impossibili” scritte da Giorgio Manganelli nel 1973, ebbero l’anno dopo una trasposizione nel genere del radiodramma, con l’aggiunta di altre settanta interviste impossibili, che sembrano essere state scritte proprio per dare, magari anche didatticamente, notizie biografiche e storiche sui personaggi della storia culturale e letteraria più conosciuti oggi, da Marco Aurelio fino a Flaubert, se non che alcuni di questi personaggi storici, sono più personaggi leggendari o generici, per es. L’uomo di Neanderthal, Beatrice (di Dante), e Jack lo Squartatore . Dice infatti l’intervistatore, esplicitamente, a Erostrato, informandolo, durante l’Intervista impossibile sulle novità del mondo moderno: “Notizie che pretendono di essere vere si chiamano giornale radio e notizie che si presentano esplicitamente come false si chiamano radiodramma”. Queste interviste sono tutte esplicitamente false, anche in molti dei dati storici a disposizione, non si presentano infatti come ricostruzione storica, anche se a volte ne rievocano o richiamano l’ambientazione e lo stile.
Da questa affermazione si capisce che spesso, pur trattandosi di interviste di fantasia, la prospettiva storica, per cui un personaggio del passato non potrebbe conoscere il futuro, anche dopo che è morto, è in alcuni casi rispettata (così come Ippocrate dice di non spere chi sia Celso, e in questi casi è appunto l’intervistatore a rendere edotto l’intervistato dei secoli trascorsi), anche se in molti altri casi non lo è (per esempio Epicuro conosce e critica aspramente il Seicentesco William Temple, reo di aver scritto Gli orti di Epicuro, un trattato di giardinaggio colmo di indicazioni sbagliate). Nell’intervista a Bruto è l’intervistatore, che, facilmente, su basi storiche, “predice” il futuro a Bruto sulla fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero con Antonio e Ottaviano Augusto.
Basata, invece, sull’assenza di memoria storica è la biografia di Carmelo Bene “Sono apparso alla Madonna”, da lui stesso definita “immaginaria”, in quanto deformata dal ricordo che la distanzia da un presente “eterno”: un “ritorno dell’eterno”, contrapposto al nicciano “eterno ritorno” che si risolve in un eterno presente che annulla la memoria e il ricordo, se non come deformazione e finzione. Carmelo Bene, però, partecipò anche alle “Interviste impossibili”, impersonando personalità storiche particolarmente inclini all’interpretazione del “ritorno dell’eterno”: Tutankhamon, Montezuma, ecc. Tuttavia è bene ricordare che le “Interviste impossibili” ebbero un carattere divulgativo maggiore rispetto alle opere beniane e presentano un’impostazione e un linguaggio sostanzialmente più immediato, anche se spesso, variegato e ricercato a seconda che il valore del personaggio intervistato richieda o meno certi termini, per esempio anche tecnico-scientifici: è il caso per esempio del fondatore della medicina, Ippocrate.
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