Letteratura e villain veri
- domandeprofonde
- 21 set 2023
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È difficile accettare le ingiustizie, esser massacrati non piace a nessuno, una cosa è il logorio quotidiano, un’altra il massacro. Alla lunga sono indistinguibili, perché il logorio proviene da un antico massacro accettato, che non si voleva accettare, che non si voleva fare, che non si voleva essere. La vittima ascoltando Girard nella violenza e il sacro allora bisognerebbe accettare le facce ben astute del bullo e del bulleto, beh non è proprio così, il mauldit, il villain, il villano è un povero idiota, il bullo è un termine sessuale degli ambienti pugilistici se non vado errando. Comunque, dato che vado errando sicuramente, si può accettare il villano, il mascalzone, persino il ladro ha una sua dignità alla Pasolini, l’accetto mi va bene, il ladro per povertà, per abitudine colposa, per protervia criminale è un pazzo e quindi ha tutta la mia comprensione e simpatia. Impossibile solidarizzare col fighetto che le ha tutte facili perché il babbo c’ha i soldi o perché boh è stato fortunato. È antiestetico, non ha dignità, non prova dolore, è un calzino, un tronco d’albero corredato di muscoli e sorriso… non ci serve, non mi interessa, forse non ha nemmeno nervi .
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