Romanzo a puntate – le donne perdute di Cioran
- domandeprofonde
- 12 giu 2023
- Tempo di lettura: 4 min
Sì era messa così a camminare sul terrazzo aveva messo i piedi sulle punte e poi era salita. Equilibrista sulla ringhiera. Aveva lasciato il suo libro di Cioran sul pavimento e lo aveva pestato coi piedi nudi, ora il ritratto del filosofo giaceva con una ditata sul pavimento. Ora vi potreste chiedere come è possibile che una che leggesse Cioran si trovasse sul parapetto. Era ubriaca? No. Aveva letto Cioran, il filosofo del nulla, e aveva deciso di suicidarsi anche se il filosofo stesso non lo prescrive? Oppure era la melange del nichilismo postmoderno che impera su tutti noi? Magari Cioran non l’aveva mai letto ma se l’era portato nella borsetta ed uno cascato l’occhio sul libro aveva pensato fosse una ragazza a posto e aveva deciso di invitarla a quella festa d’élite su una delle più prestigiose terrazze di New York. Si potrebbe aggiungere che i più celebri filosofi si innamoravano di donne perdute e magari era proprio il caso di K. uno dei ‘filosofi’ o sedicenti tali della compagnia, ma che anche lui era in questa compagnia da non più di sei mesi e probabilmente dopo l’uscita sul parapendio del terrazzo di lei sarebbe stato gentilmente lasciato alla porta. Non si sa, eppure gli uomini più insospettabili e non meno ricchi o intelligenti sono attratti da donne perdute, che magari non sono perdute affatto. Non importa, se lei si fosse buttata, tutto questo sarebbe stata storia e lei si sarebbe buttata certo, voleva impressionare lui, ma soprattutto voleva farla finita con quell’insensata vita da soubrette che legge Cioran. Subrette magari colta, ma comunque stanca, piena di stravizi e soprattutto di strane idee per la testa che magari gli metteva il filosofo stesso. Durante la serata ci aveva provato con tutti gli invitati. Certo, era arrivata col ‘filosofo’ fuori e dentro della borsetta. Mia ora tutti sapevano che si sarebbe buttata giù, ma quasi tutti la guardavano con amore, tristezza, compassione quasi, ma non osavano fermarla, o meglio le loro braccia non si muovevano erano immobilizzate, non dal gelo, di preciso: non sapevamo se falermarla sarebbe stato giusto o no. Tutto i filosofi, e lì ce n’erano si graduati e sedicenti tali, sanno che ancora più importante della vita biologica umana è la libertà degli atti degli uomini, e costoro non sapevano se a livello di diciamo così karma, necessità, loro dovevano salvarla. Capisco che il capzioso ragionamento per un uomo di buon cuore che non avesse studiato filosofia, e quasi tutti gli uomini si buon cuore non l’hanno studiata, sarebbe semplicemente malato e crudele. In realtà essi non erano fisiologicamente immobilizzati anche per questo motivo. Uno era ancora peggiore, se nella filosofia dei ragionamenti umani ci potesse essere un meglio e un peggio, pensava: chi l’aveva invitata, cioè come età sfuggito a un controllo Inter pares proprio di qualunque congrega o confraternita o cenacolo di amici una donna che stava per trasformare la serata in qualcosa – un suicidio – che sarebbe finito sui giornali. Qualcuno in preda all’ebrezza gli aveva detto persino Sei una ragazza d’oro sul colmo dell’ebrezza, ritirandosene solo nel pensiero poco dopo. Per il nostro, il ‘filosofo’ era stato l’inverso, diceva a molte ragazze che erano ragazze d’oro e indimenticabili. Lui aveva scritto dei libri, conversavano su ogni verso dei suoi libri e lo lodavano dicendo la filosofia e la letteratura sono due tesori per l’uomo, ma lui si fermava lì, dopo due giorni non si riusciva assolutamente a ricordare come si chiamassero. Invece con questa donna era stato appunto l’inverso: non gli era mai venuto in mente di parlare dei suoi libri, non che lo nascondesse, probabilmente se l’avesse detto neache avrebbe avuto una risposta sensato o meno, in effetti non voleva proprio dire Che ragazza d’oro, come non voleva parlare di letteratura. Sì, Leo sosteneva di leggere Cioran, o almeno di averlo bella borsetta, e forse – aveva pensato il filosofo giustamente poteva essere una arrivista o una puttana che voleva entrare in qualche club – ma si era mai vista una puttana che leggeva Cioran e che al primo appuntamento si buttava giù dalla finestra. Sì, ci aveva provato con tutti, pensò il filosofo, ma se fosse sopravvisuta, cioè se non si fosse buttata giù dalla finestra sarebbe stato d’uopo darle un’altra possibilità. Quel volto lo ossessionava, lo avrebbe baciato anche da morto con le labbra fredde, tant’è che lo emozionava e lei capendolo gli aveva giurato già eterno amore e lui di sposarsi, mente, quando al club ci aveva provato con tutti, lui, per non essere allontato anzi tempo – cosa che sarebbe comunque inevitabilmente successa – so età irrigidito e col dolore tra la delusione e il quassi sollievo nel cuore ne aveva seguito le azioni e in seguito esterefatto ancora non sapeva fermarla ritirandola dal parapetto, quando si voleva ormai buttare. Aveva anzi iniziato a pensare che si sarebbe buttato anche lui perché senza di lei non avrebbe saputo vivere e forse anche questo la diceva lunga sul fatto che anche lui avesse letto o non avesse letto a fondo Cioran.
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